COREF                                                    2

PEGASO CAMPUS                                1

 

 

COREF:  Gassero 6, Dolmenti 6, Paladino 6.5, Pinto 6.5 (2ext 1’ Addo 6 ), Voghera 6.5, Petito 6.5, Esofaco 7, Ciaramiello 7, Moreno 6; Sorbino 6, Pelillo 6 (44’ st Balestrieri 7 ), All. : Copellino 7.

 

PEGASO CAMPUS:  Zosimo 6.5, Brescia 6, Esposito 6 (32’ pt Pignatelli 6 ), Cangiano 6, Palumbo 6 (18’st Campolongo 6 ), Scalzone 6, De Rosa 6.5 (1ext 7’ Overa sv ), Artiaco 7, Parisi 6 (44’ st Cotugno 6 ), Caruso 6, Radice 7, All.: Esposito V. 6  

 

ARBITRO:  Somma di Castellammare 6

 

RETI: 7’ st Radice, 29’ st Esofaco, 6’ 2ext Balestrieri.

 

NOTE: Amm: Voghera, Pinto, Petito, Dolmenti, Radice, Zosimo, Brescia. Esp. : Caruso per proteste.

 

Nella prima semifinale, combattutissima,  di “Coppa Roma”, Coref e Pegaso Campus , si sono affrontate a viso aperto e hanno dato vita ad una partita molto equilibrata, nella quale, sono stati necessari i tempi supplementari per stabilire, quale delle due compagini dovesse approdare in finale. La Coref, in superiorità numerica dal 35’ del secondo tempo, ha saputo sfruttare al meglio le occasioni presentatesi e nel secondo tempo supplementare, riesce a trovare una sudata e sofferta vittoria, in rimonta, grazie alla rete di Balestrieri, lanciato a rete da uno stupendo assist di Ciaramella. La Pegaso, all’onor del vero, uscita a testa alta dal campo, può recriminare per le numerosissime occasioni avute nella prima frazione di gioco, sia con Radice che con Caruso e probabilmente, senza l’espulsione di quest’ultimo, avrebbe potuto, senza nulla togliere agli avversari, puntare alla vittoria e quindi alla qualificazione per la finalissima di “Coppa Roma”: ma si sa le partite di calcio, molto spesso, vengono decise dagli episodi! Episodi che invece non vorremo mai più vedere nello sport e attorno allo stesso, sono quelli avvenuti a fine partita. Troppo nervosismo fuori dal campo.

Ad inizio incontro, doveroso e toccante minuto di silenzio per le vittime del sisma in Abruzzo: clima irreale e commuovente,  al campo “Scarfoglio”, che abbraccia terna arbitrale, giocatori, pubblico presente e adetti ai lavori.

I primi dieci minuti della  partita vedono le due squadre in campo studiarsi, come giusto che sia in una semifinale. Primo tempo ,equilibrato come tutto il match. Più pericolosa la Pegaso Campus, che più volte, va vicino al gol con i propri attaccanti Radice e Caruso. La  sfortuna e un sempre prontissimo Gassero, negano, ripetutamente la gioia del gol per gli uomini di mister Esposito. La ripresa, giocata a ritmi più alti e quindi più bella e spettacolare, vede, continui capovolgimenti di fronte,  l’espulsione di Caruso, decisiva per il risultato finale , occasioni numerose per le due squadre e due reti, entrambe su calcio piazzato, che portano la firma per la Pegaso, di Radice e per la Coref di Esofaco. Punizioni, calciate in maniera egregia dai due giocatori, che i portieri, totalmente incolpevoli, non avrebbero mai potuto parare. La Coref ha la facoltà di attendere il momento giusto e con il piglio della grande squadra cinica che non si lascia sfuggire nulla, viene a capo di una partita combattuta,  al 6’ del secondo tempo supplementare, quando, l’appena entrato Balestrieri, sfrutta un grande assist di Ciaramiello ( migliore in campo) e supera il portiere avversario con un bel pallonetto. Con il risultato di due a uno per i ragazzi di mister Copellino, quindi, si evita la lotteria dei calci di rigore.

A fine partita lo stesso Mr. Copellino, intervistato, ha così risposto alla domanda che gli chiedeva i segreti del successo, anche se sofferto, sugli avversari e sull’episodio di nervosismo avvenuto a fine gara : “ Abbiamo aspettato gli avversari e li abbiamo colpiti al momento giusto. Nello spogliatoio, nell’intervallo tra primo e secondo tempo, ho chiesto ai ragazzi quest’atteggiamento e loro sono stati bravi a seguire le mie indicazioni. Siamo stati bravi anche a sfruttare la superiorità numerica.

Dispiace vedere determinate cose sui campi di calcio, anche perché tra di noi ci conosciamo tutti”.

 

                                                                                                                                 Giovanni Gambardella